"La mostra dell'atrocità" di James Graham Ballard (The Atrocity Exhibition, 1970), Feltrinelli, 2001
Il protagonista dalle molte identità, Travis/Traven/Travers/Talbert/Talbot/Tallis (..), guardò il cielo per tutta la notte, ascoltando la musica temporale delle quasar.
"La penultima verità" di Philip Kindred Dick (The Penultimate Truth, 1964), Mondadori, 1999
La luce del sole. Orribile e grigia e così netta che lui provò un odio immediato. Artiglio l'aria, cercò di lacerare la luce come fosse un occhio, un occhio che non si sarebbe mai chiuso.
"In senso inverso" di Philip Kindred Dick (Counter Clock WOrld, 1967), Fanucci, 2001
"Lei è morto" spiegò. "E' stato sepolto; ma ora il tempo è diventato reversibile, e lei è redivivo".
"Le tre stimmate di Palmer Eldritch" di Philip Kindred Dick (The Three Stigmata of Palmer Eldritch, 1965), Sellerio, 1996
Questo tipo non è reale; avremmo dovuto sospettarlo. Lui è...com'è che lo chiamavano? Uno di quelli che masticano quella diabolica droga che Eldritch aveva beccato nel sistema di Proxima. Un chooser ecco cos'è. E' un fantasma.
"I reietti dell'altro pianeta" di Ursula K. Le Guin (Dispossessed. An ambiguous utopia, 1974), Nord, 2007
Tu puoi davvero tornare a casa, così afferma la Teoria Temporale Generale, purché tu comprensa che "casa" è un luogo in cui non sei mai stato.